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Assisi
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Seminario Nazionale Assisi2010
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Seminario Nazionale ad Assisi dal 17 al 19 settembre prossimo
L'annuale Seminario nazionale di Retinopera, anche quest'anno, si svolgerà ad Assisi, presso la Sala Stampa del Sacro Convento, dalle ore 16 di venerdì 17 settembre, al pranzo di domenica 19 settembre sul tema:
"Moralità pubblica e passione civile. La sfida della rigenerazione del Paese"
In attesa del programma definitivo, si può scaricare la scheda di partecipazione con le relative notizie tecnico-logistiche.
Per ulteriori informazioni, telefonare in Segreteria o al cell. 338 6935411.
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Retinopera
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Chiusura ufficio
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Il nostro ufficio resterà chiuso dal 5 al 29 agosto.
Per comunicazioni urgenti, telefonare al cell. 338 6935411
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GRATITUDINE AL CARDINALE BAGNASCO
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Comunicato completo su News
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GRATITUDINE AL CARDINALE BAGNASCO ED IMPEGNO PER ALIMENTARE LA CULTURA DELLO STARE INSIEME Siamo grati al Cardinale Presidente della CEI, Angelo Bagnasco, per la lucida analisi nella quale ha evidenziato i problemi maggiori che sta vivendo la società italiana ed ha espresso la volontà dei Vescovi italiani di “andare incontro al mondo contemporaneo”, per interpretarne le attese, annunciare Gesù Cristo ed offrire una parola di speranza all’uomo contemporaneo che sembra smarrirsi sempre di più. In questo quadro, vogliamo assumere pienamente la realtà del lavoro che il Cardinale ha definito strategica insieme alla famiglia.
Una realtà in cui bisogna aiutare gli uomini e le donne del nostro tempo a riscoprirne il senso per “sentirsi utili quali attori di crescita e di sviluppo”. Per questo, uniamo le nostre voci a quelle dei nostri Pastori per chiedere a tutti un supplemento d’impegno affinché, pur nella persistente crisi economica, si trovi uno spiraglio di luce per assicurare a tutti, ai giovani soprattutto, un lavoro dignitoso, rinforzando “i soggetti che meglio esprimono le qualità del territorio e più possono assorbire e rimotivare leve del lavoro”.
In tal senso, Retinopera, insieme alle sue Associazioni, ribadisce l’impegno ad alimentare la cultura dello stare insieme”, per un discernimento comunitario che ci porti ad individuare percorsi condivisi insieme alle diverse realtà del mondo cattolico, per un lavoro in rete che faccia emergere nuove testimonianze di impegno.
Franco Pasquali
Coordinatore
Roma, 24 maggio 2010
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ANCHE NOI STIAMO CON IL PAPA
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ANCHE NOI STIAMO CON IL PAPA
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Domenica 16 maggio p.v. anche noi saremo in Piazza San Pietro, per ribadire il nostro affetto filiale e la nostra adesione al Magistero di Papa Benedetto XVI.
Continua su News ...
Ma anche per ribadirGli la nostra vicinanza e solidarietà, mentre la Sua persona è fatta oggetto di vergognosi attacchi senza senso. Noi stiamo con Pietro perché dove c’è Pietro c’è la Chiesa e se Pietro soffre tutta la Chiesa soffre. Pregheremo quindi con Lui e, ancora una volta, ascolteremo la Sua parola per ricevere orientamenti valoriali che vogliamo tradurre in vita vissuta ed offrire al Paese una nuova speranza per superare le difficoltà del momento. L’ultima enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”, ci offre un quadro completo di riferimento che noi vogliamo concretizzare in nuovi itinerari di solidarietà per una più giusta convivenza civile, in cui ciascuno possa realizzare i propri desideri.
Franco Pasquali
Coordinatore Retinopera
Roma, 11 maggio 2010
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Retinopera incontra il Ministro Alfano
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Leggi il comunicato su "NEWS"
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RETINOPERA INCONTRA IL MINISTRO ALFANO SULLA PROPOSTA DI RIFORMA DELLA DISCIPLINA DEGLI ENTI DEL PRIMO LIBRO DEL CODICE CIVILE

“Allineare gli strumenti del Codice Civile ai passi in avanti che ha fatto la società civile, cercando un consenso dalla realtà viva, dai protagonisti della sussidiarietà”.
E’ quanto si è posto il Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano, incontrando il Consiglio Direttivo di Retinopera, il più importante network d’ispirazione cristiana operante nel sociale in Italia, per un confronto sulla filosofia progettuale da proporre al Governo circa la Delega per la riforma delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute, disciplinate nel primo libro del Codice Civile.
I membri del Consiglio Direttivo, rappresentanti delle diciotto organizzazioni che compongono Retinopera, hanno espresso unanimemente un consenso ideale di fondo sul provvedimento rappresentato dal Guardasigilli, sottolineando, al contempo, la ricchezza di espressioni e di sensibilità creative rappresentate dal tavolo interassociativo.
Il Ministro Alfano ha precisato che si tratta di una sfida culturale che camminerà sul binario costituito dagli art. 118 e 2 della Costituzione, ed ha ribadito la necessità di coinvolgere tutte le diverse espressioni che nel Paese onorano il principio di sussidiarietà orizzontale e di solidarietà anche nelle fasi successive del processo di riforma.
Il Coordinatore di Retinopera, Franco Pasquali, ha ringraziato il Ministro Alfano ed ha ribadito l’interesse di Retinopera a proseguire nella collaborazione per il bene comune del Paese, auspicando che l’iter legislativo proceda spedito e che si arrivi in tempi ragionevolmente brevi all’approvazione dei nuovi provvedimenti.
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ESPRESSIONE DELLA CORALITA’
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Comunicato Stampa su "NEWS"
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RETINOPERA ESPRESSIONE DELLA CORALITA’ DELLA CHIESA ITALIANA NELLA VITA SOCIALE “Nel rispetto delle specificità di ciascuno è importate che Retinopera dia voce alla coralità della Chiesa italiana nella vita sociale, in un momento storico particolare”.
Lo ha affermato il Segretario generale della CEI, Mons. Mariano Crociata, concludendo i lavori del Consiglio Direttivo di Retinopera, “luogo di discernimento sociale della presenza dei cattolici italiani nella società”, teso a “promuovere una presenza nel sociale che faccia sentire l’identità cristiana capace di tradursi e animare un modo significativo di costruire la convivenza civile”.
Il Consiglio Direttivo di Retinopera, all’inizio dei lavori introdotti dal Coordinatore Franco Pasquali, ha espresso la propria comunione con il Santo Padre e i Vescovi italiani, sottoposti in questi giorni ad attacchi concentrici, miranti a neutralizzare il loro ruolo magisteriale e profetico. Per questo bisognerà vigilare concretizzando un rinnovato cammino educativo per una nuova mentalità e nuovi stili di vita eticamente motivati, coniugando questione antropologica e questione sociale nell’attuale situazione politico-sociale ed economica in cui i cattolici italiani sono chiamati a ridare dignità al lavoro, centralità alla famiglia e alla questione giovanile, a riqualificare la scuola.
Il Consiglio Direttivo di Retinopera invita quindi le proprie organizzazioni ad essere più presenti sul territorio, assumendone problemi e sfide, ridando cultura al popolo cattolico, educando alla responsabilità e dando un contributo originale per lo sviluppo del Paese.
Roma, 9 aprile 2010
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Auguri
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Auguriamo una buona Pasqua
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“….la sequela di Cristo richiede come primo passo il risvegliarsi della nostalgia per l’autentico essere uomini e così il risvegliarsi per Dio.(continua su news...)
Richiede poi che si entri nella cordata di quanti salgono, nella comunione della Chiesa. Nel «noi» della Chiesa entriamo in comunione col «Tu» di Gesù Cristo e raggiungiamo così la via verso Dio. È richiesto inoltre che si ascolti la Parola di Gesù Cristo e la si viva: in fede, speranza e amore. Così siamo in cammino verso la Gerusalemme definitiva e già fin d’ora, in qualche modo, ci troviamo là, nella comunione di tutti i Santi di Dio”.
(Benedetto XVI,Domenica delle Palme 28.3.2010
A Voi, alle Vostre famiglie e ai Vostri collaboratori auguriamo una buona e Santa Pasqua.
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Incontro di approfondimento di Retinopera
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Ripensare il lavoro
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 Si è svolto a Roma, il 22 febbraio u. s., un incontro di approfondimento promosso da Retinopera.Riportiamo la relazione introduttiva di S.E. Mons. Mario Toso. Consulta l'Archivio
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Sud protagonista del proprio sviluppo
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Chiesa e Mezzogiorno
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Chiesa e Mezzogiorno Sud protagonista del proprio sviluppo
di Paolo Lòriga
Consulta il documento completo in Archivio...
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Retinopera
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Orario ns ufficio
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Gli uffici di Retinopera sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00.
Info: retinopera@libero.it / 0668891439
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COSTRUIRE UN PENSIERO SOCIALE COMUNE
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Rieletti gli organi
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DI FRONTE ALLE SFIDE DELLA QUESTIONE SOCIALE,
COSTRUIRE UN PENSIERO SOCIALE COMUNE DEI CATTOLICI ITALIANI
Confermati, nel loro incarico, i Responsabili uscenti
Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea di Retinopera nei giorni scorsi, ha confermato Franco Pasquali nell’incarico di Coordinatore e Vincenzo Conso nell’incarico di Segretario.
Il Consiglio Direttivo ha pure confermato i membri della Segreteria: Salvatore Martinez, Adriano Roccucci, Maurizio Giordano e Claudio Gentili.
Nel corso dell’Assemblea è stata ribadita la validità dello strumento “Retinopera”, soprattutto di fronte alla pesantezza della crisi che rende attuale questo strumento.
In tal senso, è stato ribadito l’obiettivo di continuare le diverse iniziative di approfondimento, concretizzando l’Osservatorio del bene comune e stimolando le Associazioni su nuovi ambiti di riflessione e di impegno, per la costruzione di un pensiero sociale comune dei cattolici italiani, di fronte alle sfide dell’odierna questione sociale.
Per questo, l’Assemblea e il Consiglio di Retinopera hanno sottolineato la necessità di aumentare l’impatto comunicazionale, per essere più incisivi nella realtà sociale del nostro Paese, cogliendo quelle sfide che ci possono aiutare a costruire un nuovo futuro.
In questo quadro, Retinopera accoglie con grande attenzione e interesse il nuovo Documento dei vescovi italiani, “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” e si impegna a sviluppare una nuova riflessione e diverse iniziative per aiutare le nostre comunità a capire che “il bene comune è molto più della somma del bene delle singole parti” per un rinnovato cammino di solidarietà nel nostro Paese, teso a “promuovere un autentico sviluppo di tutto il Paese”.
Roma, 25 febbraio 2010
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RETINOPERA
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RETINOPERA
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CONTRIBUIRE A SVELENIRE IL CLIMA GENERALE.PIENA SINTONIA CON IL PENSIERO DEL PRESIDENTE DELLA CEI
La Segreteria di Retinopera, in piena sintonia con i contenuti della Prolusione del Presidente della CEI, Card. Angelo Bagnasco, alla recente Assemblea dell’Episcopato italiano, si sente impegnata a salvaguardare quel sentire comune che ci può aiutare ad arginare il “progressivo ritiro dei cittadini nel proprio particolare” ed a “svelenire il clima generale”.Il Paese, infatti, esige da tutti un impegno effettivo per una svolta radicale nei comportamenti di ciascuno, attraverso un supplemento d’impegno che aiuti a vincere quei sentimenti di odio che sembrano concretizzarsi nei rapporti sociali e politici. Sentimenti di odio che non aiutano la soluzione dei problemi e, anzi, li distorcono .Come, ad esempio, il ragionamento viziato sul presupposto che il Crocifisso possa costringere ad una professione di fede.In realtà, il Crocifisso esprime la nostra cultura e l’identità ed è un simbolo che può aiutarci a mantenere coesa la società intorno a valori tradizionali e fondanti. Per questo, la Segreteria di Retinopera invita le proprie Organizzazioni ad impegnarsi affinché il Paese possa tornare a crescere per una concreta giustizia sociale che solleciti la responsabilità di ciascuno e generi una coscienza comune, per superare gli interessi particolaristici, a favore del bene comune.E ciò sarà possibile attraverso il cambiamento degli stili di vita di ciascuno e di un nuovo modo di essere presenti nella vita sociale del nostro Paese, imparando anche a pagare di persona, per “gettare ponti” e superare intolleranza ed incomunicabilità per riannodare, come ci chiede il Santo Padre Benedetto XVI, relazioni fondate sulla riconciliazione e sulla fraternità.
Roma, 16 novembre 2009
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Rassegna Stampa
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Seminario Assisi
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Assisi 2009
 Assisi 2009: vai alle notizie cliccando su "news"
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Corriere Cesenate
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Politica campo di missione
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Nella prolusione pronunciata dal cardinale Angelo Bagnasco in apertura dei lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, vi era un passaggio sul quale conviene tornare. Diceva il presidente della Cei che “la Chiesa non cessa di raccomandare ai giovani e all’intero laicato la strada non solo del volontariato sociale, ma anche della politica vera e propria, nelle sue diverse articolazioni, quale campo di missione irrinunciabile e specifico”.
Un richiamo che convoca l’attenzione dei credenti, soprattutto dei giovani, alle responsabilità che scaturiscono dal Battesimo e dalla Cresima, alla vocazione vissuta con coerenza là dove la Provvidenza invia ad annunciare e testimoniare la “buona notizia”: nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella ’città’.
Purtroppo assistiamo a un degrado intollerabile del “come” viene gestita l’amministrazione della cosa pubblica. Più che la ricerca del bene comune che è il bene integrale di tutta la persona, assistiamo ogni giorno alla corsa sfrenata del proprio particolare interesse, o comunque della ostentazione della propria immagine, seppure mascherata da nobili dichiarazioni, spesso tuttavia esibite, talvolta imposte, attraverso un circo mediatico che rinuncia alla propria libertà e dignità, pur di ossequiare il prepotente di turno.
All’indomani del Concilio, si assistette a una riflessione ed elaborazione culturale che prolungava, per i nuovi tempi, le premesse già poste dai primi capitoli della Dottrina sociale della Chiesa. Poi tutto venne a raffreddarsi, forse perché l’entusiasmo di quella stagione non era stato supportato da un adeguato sforzo culturale e progettuale (costretti, si fa per dire, a gestire il potere per non soccombere alla minaccia del totalitarismo di marca sovietica). Certamente per il sopraggiungere della stagione di Mani Pulite. Dimenticando quanto era venuto maturando negli anni della “Resistenza”, quando si posero le basi per la ricostruzione del Paese e della Nazione. Rimuovendo la presenza e l’eredità dei padri fondatori della Nuova Italia, per molti dei quali la Chiesa stava, nel frattempo, avviando il “processo di canonizzazione”.
Ed ora che fare? Intanto mettere a tema l’impegno politico come la più alta forma di carità nella riflessione e opera di discernimento che devono animare le nostre comunità, nel più ampio contesto della “sfida educativa”. Con quale sbocco operativo? Una scelta che può approdare agli “schieramenti” già definiti (ma lo sono davvero?) o mettendo in cantiere altri progetti? Qui si gioca la responsabile libertà di ogni credente. Quanta fatica però, per non dire della tentazione di rimanere a guardare, infastiditi.
La convocazione messa in atto da “Retinopera” che altre volte è stata presentata ai lettori,può essere un’opportunità da non trascurare.Si va al dialogo, tuttavia, e si partecipa alla costruzione della polis, solo se si ha piena coscienza della propria identità che è garantita dalla appartenenza “libera e forte” alla Chiesa.
di Piero Altieri
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LA VOCE – SOCIETA’ - PERUGIA
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Assisi convegno nazionale
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Tradurre in azioni concrete la Caritas in veritate: con questo scopo si sono sviluppati, dal 18 al 20 settembre ad Assisi, i tre giorni del convegno nazionale di Retinopera, realtà che comprende 18 aggregazioni laicali cattoliche. Retinopera è nata con l’obiettivo di mediare la dottrina sociale della Chiesa come forma di impegno dei credenti nella società. “Carità, verità e sviluppo integrale” il tema dell’appuntamento, aperto con il saluto del segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, e dell’arcivescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino.
“Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati, ma le compete un irrinunciabile dovere di annuncio, testimonianza e presenza”, ha ribadito mons. Crociata, ricordando che ai credenti non basta “qualche discorso morale”. “Siamo invece spronati a sviluppare, in dialogo con tutte le persone di buona volontà, una nuova ed approfondita riflessione sul senso e sui fini dell’economia e della stessa vita sociale”, a partire dalla consapevolezza – come scrive Benedetto XVI – che “la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica”.
Di qui la necessità di sviluppare lo “statuto di cittadinanza” del cristianesimo nella vita e nella cultura contemporanea, grazie a “uomini retti” che provengono dal “vasto e complesso mondo cattolico”, il cui contributo è “importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni”. “Proseguire nei momenti comuni di elaborazione”, “attivare un Osservatorio sul bene comune” e “innervare sempre più la presenza delle associazioni sul territorio” sono le indicazioni emerse dai lavori, evidenziate dal coordinatore di Retinopera, Franco Pasquali. Tra gli impegni, dunque, quello di un “Osservatorio per far comprendere – ha precisato Pasquali – cosa significa il bene comune nel nostro Paese e come tradurlo in azioni concrete”. Ma anche “riprendere le indicazioni dell’ultima enciclica di Benedetto XVI”, promuovendo un “ambientalismo che abbia al centro l’uomo” e comportamenti di consumo responsabile.
In vista della prossima Settimana sociale, che si terrà a Reggio Calabria nell’ottobre 2010, il presidente del Comitato scientifico e organizzatore, mons. Arrigo Miglio, ha invitato a “partecipare alla costruzione dell’Agenda di speranza”, obiettivo della settimana, “individuando una serie di problemi cruciali che investono il Paese”. In questo compito, nel quale si stanno coinvolgendo le diverse realtà che compongono la società italiana, proprio Retinopera “è un interlocutore privilegiato – ha precisato mons. Miglio – poiché comprende numerose associazioni, espressione di una società civile viva e attiva”.
Quattro gli snodi dell’enciclica affrontati al convegno: il lavoro, l’ambiente, le migrazioni e l’educazione. Ragionando sul binomio carità-giustizia, proposto dal Papa, Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), ha sottolineato come oggi sia necessario rivalutare la centralità del lavoro, il suo essere una vocazione, aspetto fondamentale della libertà. “Sarà compito delle nostre associazioni – ha detto – proporre degli itinerari di formazione per adottare nuovi stili di vita, per garantire una tenuta morale della società, così come ci ha esortato Benedetto XVI”.
Per il sociologo Michele Colasanto è necessario “avviare una via al lavoro di tipo comunitario”, mentre il teologo Francesco Compagnoni ha richiamato i cattolici a “collaborare con il mondo del lavoro, portando le nostre idee e la nostra riflessione etica”. Di “convergenza” su tale tematica tra le diverse realtà del mondo cattolico ha infine parlato Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà.
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Radio Vaticana
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Mons. Crociata a Retinopera
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“Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati, ma le compete un irrinunciabile dovere di annuncio, testimonianza e presenza”. E’ quanto ha detto ieri mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, aprendo il seminario nazionale su “Carità, Verità, Sviluppo integrale”, organizzato in questi giorni ad Assisi da “Retinopera”, una iniziativa che riunisce alcune importanti realtà aggregative del laicato ecclesiale italiano. Il presule ha chiamato i cattolici a dare il loro importante contributo “per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni” a partire dalla consapevolezza – come scrive Benedetto XVI – che “la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica”. Sugli obbiettivi del seminario, che si svolge alla luce dell’Enciclica Caritas in Veritate, Paolo Ondarza ha intervistato Vincenzo Conso, segretario nazionale di Retinopera: R. – Quest’anno in particolare riflettiamo sulla nuova Enciclica perché ci offre alcuni capisaldi fondamentali per individuare quello che può essere un nuovo modello di sviluppo. Noi crediamo che sia necessaria da parte di tutto il laicato cattolico una riflessione approfondita su quelli che sono questi aspetti dell’Enciclica. Noi in particolare li metteremo in evidenza quattro: il lavoro, l’ambiente, l’emigrazione e la questione educativa.D. – Tante voci diverse, questa è poi la forza di Retinopera. Ma come far sì che su tematiche calde come quelle che lei ha elencato si possa intavolare un confronto costruttivo?R. – Non annacquando la propria identità, anzi riaffermandola ma nello stesso tempo facendo qualche passo indietro: non tutto quello che io penso e dico è giusto, ma il giusto bisogna cercarlo insieme in uno sforzo comune, anche di mediazione, non svilendo però i valori essenziali. D. -La vostra riflessione ha obiettivi ambiziosi che poi sono gli obiettivi evangelici. Non puntate, infatti, ad un’Italia unita solo nella solidarietà ma nella fraternità. Come realizzare questo obiettivo che a molti può sembrare utopiaR. - Solo attraverso un cambiamento di mentalità: del resto l’Enciclica propone dei concetti profetici, rivoluzionari. A parte i grandi discorsi che spettano ai grandi, c’è una parte in cui il Papa richiama personalmente ciascuno di noi a rivedere appunto i propri stili di vita che sono improntati adesso all’edonismo e al consumismo e, quindi, stili di vita più sobri improntati ai valori fondamentali, quali appunto la solidarietà e la fraternitàD. - Ci vuole una vera e propria inversione di rotta?R. – Certo. Un’inversione di rotta che ci aiuti a pensare che le cose possono cambiare, cambiando appunto i comportamenti personali.
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Avvenire
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La Chiesa annuncia/testimonia
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Il segretario generale della CEI,il Vescovo Mariano Crociata,non poteva essere più chiaro sulla necessità di cambiare registro.Per uscire da questa crisi non basta "unqualche discorso morale"e la Chiesa italiana è pronta a dare il suo contributo,che è "importante e atteso"e si manifesterà attraverso "una nuova ed approfondita riflessione sul senso e sui fini dell'economia e della stessa vita sociale".Perchè è ormai chiaro che "siamo di fronte a una stagione del ritrovare legami e connessioni che potrà determinare nuovi assetti e inedite prospettive".La questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica.questo è lo scenario per il segretario generale della CEI,che ieri è intervenuto al convegno di Retinopera su "Carità,verità e sviluppo integrale"in corso fino a domani ad Assisi.Uno scenario di crisi e cambiamenti economico-sociali,prima ancora che politici,ma non per questo meno dirompenti.Ecco,allora, la sollecitudine perchè nel mondo cattolico si inizi "una stagione del ritrovare legami e connessioni"-così l'ha chiamata il vescovo-e che questo contribuisca alla"auspicabile uscita"dalle difficoltà,che"potrà determinare nuovi assettie inedite prospettive".Di più,sulla natura di quegli assetti,Crociata non ha detto,lasciando che a parlare siano ora,la Caritas in Veritate e il "dinamismo della testimonianza sociale" cui i cattolici "sono chiamati con particolare urgenza".Insomma,un invito in piena regola all'impegno,indirizzata a quegli uomini retti il cui contributo è importante e atteso nel passaggio significativo e incerto di questi anni,nei quali la Chiesa,avrebbe commentato poco dopo,vuole raccogliere la sfida "di sviluppare lo statuto di cittadinanza del cristianesimo nella vita e nella cultura contemporanea".Questa chiamata è stata rafforzata da un incoraggiamento esplicito ai presidenti delle diciotto associazioni che compongono Retinopera e al suo Coordinatore Franco Pasquali ,il quale,ha illustrato una strategia fatta di teritorio,diritti di cittadinanza,ecologia e rivalutazione del mondo cooperativo.Salutato dal custude del Sacro Convento,padre Giuseppe Piemontese,dal vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino e dal sindaco Claudio Ricci,Crociata ha preso la parola prima che il seminario sviscerasse il tema dello sviluppo umano con monsignor giampiero del Toso,sottosegretario del pontificio Consiglio Cor Unum e il professor Alberto Lo Presti,storico delle dottrine politiche dell'Università Pontificia Tommaso D'Aquino.Il segretario generale della CEIha rivendicato alla Chiesa"un irrinunciabile dovere di annuncio,testimonianza e presenza"particolarmente "nel passaggio significativo e incerto di questi anni",per quanto,ha spiegat,"non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati".Analogamente, sul fronte bioetico la Chiesa, ha sottolineato, "guarda ai progressi della scienza con fiducia e al tempo stesso con avvertito senso critico".Il medesimo con cui monsignor Arrigo Miglio,presidente della commissione CEIper i problemi sociali e il lavoro,ha presentato l'agenda che sta mettendo a punto il comitato preparatorio delle Settimane Sociali,presiedute appunto dal vescovo di Ivrea.Anche Miglio a insistito sul dovere dell'annuncio:"Non faremo un'agenda di programmi politici ma di problemi prioritari per il cammino e lo sviluppo nel nostro Paese"."Per uscire dalla crisi non basta un qualche discorso morale,ma serve una nuova e approfondita rflessione su economia e vita sociale".Questa agenda sarà il frutto di un discernimento comunitario, che si svilupperà all'interno del mondocattolico ma anche con i laici che hanno a cuore il bene comune.Miglio non ha nascosto quanto sarà difficile scegliere tra le tante emergenze della società italiana ed ha anticipato che probabilmente si tornerà all'antico, cioè alle prime Settimane Sociali dei cattolici che affrontavano "temi caldi" come i contratti di lavoro e le questioni agrarie .Effettivamente il commentop finale di Miglio non poteva essere di maggiore attualità: la Chiesa italiana parteciperà alla festa dei 150 anni dell'Italia e lavorerà perchè il Paese resti unito,giacchè "un' Italia separata in qualsiasi modo dal sud sarebbe un' Italia più povra.Noi vogliamo lavorare perchè il Paese resti unito e non si indebolisca".
Paolo Viana
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Radio Vaticana
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Mons.Crociata a Retinopera
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Senza fraternità, non c’è vera solidarietà. Attorno a questa convinzione ruota il seminario nazionale di Retinopera in corso da oggi fino a domenica ad Assisi sul tema “Carità, verità, sviluppo integrale”. Ad aprire i lavori l’intervento del segretario generale della Cei, mons. Crociata che ha sottolineato “l’importante contributo dei cattolici per il bene comune nella società contemporanea”. Le associazioni e i movimenti laicali appartenenti a Retinopera si confrontano attorno all’enciclica di Benedetto XVI Caritas in Veritate per ribadire l’urgenza, di fronte alle sfide della crisi economica, di nuovi stili di vita più sobri e più etici.
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La stampa.it
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La Cei: "Presto nuovi assetti
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ASSISI
Il mondo cattolico è stato «provvidenziale» nella storia dell’Italia: oggi deve ricompattarsi e ricucire i suoi «legami e connessioni» per contare di più, e «dare un contributo importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni»: è l’indicazione che Mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, consegna al convegno ad Assisi di "Retinopera", cartello che riunisce le principali organizzazioni cattoliche del Paese.
Come il resto del pianeta, anche l’Italia, continua il numero due dell’episcopato italiano, si sta misurando con una crisi economica dai molteplici risvolti, «la cui auspicabile uscita potrà determinare nuovi assetti e inedite prospettive». Per questo - dice, citando l’ultima enciclica di Benedetto XVI, la "Caritas in Veritate" - «lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello al bene comune». Sul tema caldo, specie in queste settimane, dell’impegno dei cattolici in politica, parla anche mons. Arrigo Miglio, responsabile degli affari sociali e del lavoro dell’episcopato nazionale. «Noi mondo cattolico - afferma - abbiamo da offrire all’Italia di oggi qualcosa di molto diverso da quello che viene offerto ogni giorno e l’Italia ci chiederà in "solido" della nostra responsabilità ; non verremo interpellati come singoli movimenti, ma come insieme».
Di qui, l’appello del presule - che ripropone alla lettera una frase pronunciata dal Papa lo scorso anno a Cagliari - per una nuova generazione di politici cattolici. Di qui, la promessa che la Chiesa cattolica festeggerà, nel 2011, i 150 anni dell’unità di Italia, pur se quell’evento segnò la fine del Regno pontificio e gravi tensioni tra i cattolici dell’epoca. Le celebrazioni - spiega il vescovo - ci aiutano a capire il «patrimonio» comune del Paese, le «nostre radici antiche». Anche se forme di federalismo, nell’ambito di un «quadro costituzionale», possono essere accettate, esse - ammonisce Miglio - non devono ledere il concetto di solidarietà. «Un Italia separata in qualsiasi modo dal Sud, sarebbe un’Italia più povera». «La chiesa - sintetizza - lavora perchè il Paese resti unito e non si indebolisca». La platea segue attenta: il coordinatore di "Retinopera", Franco Pasquali, in sfida alla Lega, invita i cattolici a tornare a presidiare il territorio, oltre che a riconquistare temi come l’ambiente. Il dibattito è appena agli inizi. Già domani i principali rappresentanti dell’associazionismo cattolico si confronteranno sul che fare, all’ombra della grande basilica di San Francesco di Assisi.
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La Stampa
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Qualcosa di nuovo
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C’è grande movimento all’interno della Chiesa cattolica in vista della riunione del gruppo dirigente dei Vescovi che da oggi affronterà il dopo Boffo e la posizione dei cattolici in politica. La fibrillazione della politica italiana sta contagiando anche la Chiesa, visto il suo profondo intreccio con le vicende del Paese. La rivista dei Gesuiti Civiltà cattolica lancia l’allarme per il «caos» in Italia, sulla scia del recente appello del Papa per una nuova leva di politici cattolici. Ad Assisi si è appena concluso il meeting delle principali associazioni ecclesiali, con la denuncia di un Paese sempre più spaccato sulle questioni della sicurezza e dell’immigrazione. A detta di monsignor Miglio, responsabile per i problemi sociali della Cei, «il mondo cattolico deve dare all’Italia qualcosa di molto diverso da quello che viene offerto ogni giorno». Ma forse il malcontento più profondo per la situazione nazionale è individuabile nell’ultima dichiarazione del numero due della Cei, monsignor Crociata, per il quale dalla crisi emergeranno nuovi assetti politici e nuove prospettive; come a dire che lo sfilacciamento non può durare a lungo e che bisogna prepararsi a nuovi scenari.
La Chiesa, dunque, reagisce alle polemiche che hanno portato alle dimissioni del direttore di Avvenire (e ad altri punti caldi, come il conflitto con la Lega sui flussi migratori e le critiche sullo stile di vita di Berlusconi) alzando lo sguardo ai problemi del Paese e riflettendo anche sulle proprie responsabilità.
Il degrado politico
Ciò che prevale è una grande insoddisfazione per il clima che si è affermato in Italia, con figure di alta responsabilità pubblica che non sono e non vogliono essere esempi di virtù, con una politica che si alimenta più di anatemi e di paure che di impegno costruttivo, con una crisi economica non adeguatamente affrontata che colpisce le fasce più deboli della popolazione. È il degrado politico di cui ha parlato il cardinal Bagnasco, commentando a Genova l’enciclica sociale di Benedetto XVI; un degrado politico che rivela «una mancanza di progettualità» e una «resa a interessi di corto respiro». Di qui il pressante appello al mondo cattolico perché scenda in campo, non faccia mancare il suo impegno nelle istituzioni e nella politica, esca allo scoperto dopo anni in cui (a seguito della crisi della Democrazia cristiana e di Tangentopoli e dintorni) ha speso le proprie migliori energie nel rafforzare la società civile e nel volontariato.
Si ha qui un’eco del famoso discorso pronunciato da Benedetto XVI qualche mese fa a Cagliari, quando di fronte a un parterre di politici di primo piano (tra cui il presidente Berlusconi) non ha esitato a dire pubblicamente che «c’è bisogno di una nuova generazione di politici cattolici». Non basta alla Chiesa un ossequio formale ai valori cattolici o il riconoscimento del ruolo della religione nella cultura della nazione quando essi sono espressi da forze politiche che di fatto si ispirano ad altre visioni della realtà. Pur godendo di non pochi vantaggi, la Chiesa patisce l’attuale situazione politica, per il rischio che il discredito e i particolarismi abbiano a prevalere sul bene comune.
Le sfide della modernità
Questo nuovo modo di pensare e di agire del vertice dei Vescovi sembra indicare che la Chiesa italiana sta ormai vivendo una stagione diversa rispetto a quella di cui il cardinal Ruini è stato l’artefice per molti anni. Con Ruini la Chiesa ha perseguito obiettivi importanti, tra i quali la maggiore visibilità dei cattolici sulla scena pubblica, la capacità di richiamare la popolazione al rispetto di alcuni valori base (famiglia, vita, educazione, unità della nazione ecc.) della convivenza civile, il consolidamento dell’istituzione religiosa in un tempo di crisi di tutte le istituzioni ecc. Oggi più di ieri, i cattolici hanno maggior cittadinanza nella società e sanno di poter dare un contributo positivo alle molte sfide culturali e sociali della modernità avanzata. Tuttavia, questa linea di politica ecclesiastica si è affermata in modo un po’ verticistico, senza grande dibattito interno, con alcuni settori cattolici che hanno vissuto ai margini delle grandi scelte. Oltre a ciò, attorno alle battaglie svolte dalla Chiesa sui temi della vita e della famiglia si sono prodotte varie reazioni negative da parte del mondo laico, che hanno posto la Chiesa stessa al centro di molte tensioni.
Di tutti questi problemi sembra oggi farsi carico il nuovo vertice della Cei, che nel perseguire gli obiettivi di fondo appare più attento alle Chiese locali e alle varie sensibilità del mondo cattolico. La ricerca del successore di Boffo alla guida di Avvenire può essere emblematica del nuovo corso della Cei. Prima Avvenire era di fatto il quotidiano dei Vescovi, mentre ora si cerca un direttore che riconduca il giornale a essere l’agorà del mondo cattolico, un foglio cioè in cui si compongono «anime» diverse che si ispirano tutte ai valori e alle linee condivise
Franco Garelli
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Carità, Verità, Sviluppo integrale
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Seminario nazionale
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Dal 18 al 20 settembre prossimo si è svolto ad Assisi, presso la Sala Stampa del Sacro Convento, l’annuale Seminario di studio di Retinopera, sul tema: “Carità, Verità, Sviluppo integrale”.
Il Seminario, incentrato sui contenuti dell’enciclica “Caritas in Veritate”, si pone alla ricerca di nuovi percorsi di solidarietà, affinchè l’attuale momento di sviluppo, e la stessa attività economico-finanziaria, evolvano “verso esiti pienamente umani, riproponendo all’umanità tutta un cammino basato su autentici rapporti dfi amicizia e di socialità, di solidarietà e di reciprocità, espressioni di una nuona, profonda, fraternità universale.
Il Seminario aiuterà tutte le Organizzazioni di Retinopera a farsi promotrici di nuove proposte culturali orientate all’assunzione di nuovi stili di vita e di più sobri comportamenti etici, indispensabili supporti per la creazione di nuovi processi politici ed economici di porsi al servizio della crescita materiale e spirituale della persona umana.
Il Seminario si aprirà con il saluto delle Autorità locali e proseguirà con l’intervento introduttivo del Coordinatore, Franco Pasquali, e l’intervento del Segretario generale della CEI, Mons. Mariano Crociata.
Nei giorni seguenti si alterneranno vari relatori, mentre i lavori si chiuderanno con una Tavola Rotonda sul tema: “Senza fraternità non c’è vera solidarietà! Sviluppo dei popoli e centralità dell’uomo”.
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On line il nuovo portale
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On line il nuovo portale
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Una realtà giovane ma forte di una storia viva e feconda. Retinopera nasce cinque anni fa dall’iniziativa di un gruppo di laici, che si incontrano attorno ad un Manifesto dal titolo carico di futuro: “Prendiamo il largo”. Lo sottoscrivono un centinaio di persone, tra cui i presidenti e i responsabili delle maggiori realtà aggregative del laicato ecclesiale italiano, sia quelle di antica tradizione che di nuova origine. L’obiettivo dichiarato è quello di mediare la dottrina sociale della Chiesa come forma di impegno dei credenti di fronte alla società; animando una originale soggettività del laicato cattolico e cercando vie di rinnovamento delle sue espressioni pubbliche. In un mondo che cambia in modo permanente e spesso vorticoso, non si può restare legati alle “solite cose”; è necessario ritrovare audacia e slancio, e il coraggio di mollare gli ormeggi, coniugando sogno e realtà, storia e novità, locale e universale. Retinopera è cresciuta in questi anni con la voglia di accettare questo rischio e rifiutando dunque quel lavorare povero di speranza che, a diversi livelli nella Chiesa e nella società, finisce solo per accorciare il nostro sguardo e chiuderci nell’oggi. Cinque anni di vita non sono molti, ma sono sufficienti per delineare un metodo e indicare direzioni di lavoro, perfino una “agenda sociale” dei cattolici italiani per il futuro del Paese, frutto del Seminario di Vallombrosa del luglio 2005.
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Assisi 2009
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Conclusioni Seminario Annuale
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Per il secondo anno consecutivo l’associazionismo cattolico italiano si è ritrovato per una tre giorni dal 18 al 20 settembre ad Assisi al convegno organizzato da Reteinopera su “Carità, verità e sviluppo integrale”. Una riflessione a tutto campo anche alla luce della recente enciclica di Papa Benedetto XVI, “Caritas in Veritate”.
Reteinopera,Associazione di secondo livello cui aderiscono associazioni e Movimenti del laicato cattolico,si propone come “diffusa opera delle reti”,fondata sui principi della dottrina sociale della Chiesa, facendosi espressione dell’autonomia e del ruolo costitutivo della società civile.
I lavori, che si sono svolti presso la Sala Stampa del Sacro Convento, sono stati introdotti dal Coordinatore Nazionale di Reteinopera, Franco Pasquali, a cui ha fatto seguito il saluto del Sindaco di Assisi, Claudio Ricci, del Custode del Sacro Convento, Padre Giuseppe Piemontese e dell’Arcivescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino.
Non ha fatto mancare il suo autorevole intervento il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Mariano Crociata, il quale dopo aver sottolineato che “Reteinopera rappresenta un’esperienza viva e significativa nella Chiesa e nel tessuto sociale”, tra l’altro ha affermato: “Il vostro convenire è il segno di una stagione, quella del ritrovare legami e connessioni nel vasto e complesso “mondo cattolico”, che è stata provvidenziale nel recente passato e che siamo chiamati a consolidare e sviluppare in modo sempre più adeguato”. Mons. Crociata ha poi continuato: “Siamo consapevoli, infatti, che in questo modo potremo dare un contributo importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni. Il nostro Paese, come pure il resto del pianeta, si sta infatti misurando con una crisi dai molteplici risvolti, la cui auspicabile uscita potrà determinare nuovi assetti ed inedite prospettive: quelli che matureranno proprio in questi mesi e nei prossimi anni”. Il Segretario Generale della CEI nel porre l’accento sulla Caritas in Veritate ha evidenziato che per uscire dalla crisi non basta “un qualche discorso morale” ma serve “una nuova e approfondita riflessione su economia e vita sociale”. Perché è ormai chiaro che la “questione sociale è divenuta radicalmente antropologica”. Da qui l’invito ai cattolici all’impegno e a tutti gli “uomini retti” a dare il proprio contributo “all’auspicabile uscita” dalle difficoltà. La Chiesa vuole raccogliere la sfida ha commentato Mons. Crociata “di sviluppare lo statuto di cittadinanza nel cristianesimo nella vita e nella cultura contemporanea”.
L’appuntamento ha fatto registrare qualificati interventi tra i quali: Mons. Arrigo Miglio, Presidente della Commissione CEI per i problemi sociali e il lavoro, Mons. Giampiero Dal Toso, Sottosegretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, Mons. Piero Coda, Presidente dell’Associazione Teologica Italiana e del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Cesare Mirabelli. Un confronto che si è sviluppato su vari temi non di poco conto: sviluppo umano integrale, orientamenti culturali per un nuovo impegno personale comunitario; quale agenda per l’Italia; lavoro; ambiente; migrazioni; educazione e infine una sessione su: “Senza fraternità non c’è vera solidarietà. Sviluppo dei popoli e centralità dell’uomo”.
Concludendo i lavori, il Segretario Vincenzo Conso ha sottolineato come l’Enciclica sia una grande operazione culturale e di pensiero che ci offre le coordinate per individuare un nuovo modello di sviluppo che rimetta al centro la persona. Il Coordinatore Franco Pasquali invece, ha lanciato una iniziativa suggestiva: l’osservatorio del bene comune che lo stesso ha così descritto: “vogliamo dare una risposta a chi chiede cosa sia questo concetto, Individueremo alcune iniziative che lo declinano concretamente, lo esemplificheremo e lo misureremo”
Al termine tutti i partecipanti si sono ritrovati nella Basilica Superiore per la Celebrazione Eucaristica.
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